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Mercoledì, 23 Mag 2012

Le aspettative meritano il nostro sostegno

“Queste persone hanno visto i loro figli andare a scuola, sembrava che toccassero il cielo dalla gioia. Ci hanno ringraziato tanto”, a raccontarlo è Suor Bambina Piatti che al Centro di salute Betania, nella Provincia del Sud Kivu in Congo, si occupa della rieducazione e riabilitazione fisica dei giovani portatori di handicap. “Qui non ci sono mezzi di trasporto se non camionette stracariche che quando arrivano a destinazione è sempre un miracolo. Anche l’alloggio per l’assistente sociale è difficile. Con tutti i saccheggi che ci sono stati, le famiglie possono offrire solo una stuoia sulla terra nuda per passare la notte. Nonostante le difficoltà, l’assistente sociale ha fatto un ottimo lavoro visitando più volte famiglie e scuole”.

Il Centro di salute Betania, affidato alle Suore della Congregazione “Missionarie di Maria”, si sta adoperando per il miglioramento dei servizi di riabilitazione in un’area in cui, oltre alle condizioni di estrema povertà delle famiglie, sono tanti i ragazzi, di età compresa tra i cinque ed i diciotto anni, a soffrire di handicap gravi. Suor Bambina ci parla delle difficoltà che le persone devono affrontare tutti i giorni e anche della situazione difficile dal punto di vista politico; l’area d’interesse del Centro subisce, infatti, da tanti anni, le vicende della guerra sia del Paese che dei vicini Burundi e Rwanda ed è considerata come un foyer per i vulnerabili e gli sfollati della guerra: “Nel mese di giugno scorso, ad esempio, la gente di Kamanyola è stata sotto i tiri dei soldati per 7 giorni. I saccheggi sono stati gravi ma noi non ci siamo scoraggiati e le attività al Centro sono continuate”.

Sei anni di violenze in Congo, dal 1994 al 2004, hanno prodotto enormi perdite di vite umane, distrutto le infrastrutture, accentuato la malnutrizione. Ma ad Uvira, dove ha sede il Centro, ad incoraggiare quanti si dedicano ai migliaia di portatori di handicap e mutilati di guerra sono proprio le famiglie: “Molti genitori e direttori delle scuole ci supplicano di continuare, per almeno un altro anno, a pagare la tassa in attesa che lo Stato prenda in carica almeno il salario degli insegnanti” in un Paese in cui il salario va da 10 a 25 euro al mese. Di fronte ai problemi immensi, cosa ha potuto fare Harambee? E Suor Bambina racconta: “Il progetto ha permesso ai 30 bambini handicappati gravi, ospitati dal centro, e agli oltre 1500 frequentatori all’anno del servizio di ambulatorio, di ricevere un servizio e cure più soddisfacenti e di un più elevato standard qualitativo. Sono stati realizzati corsi di formazione per i formatori e si è migliorata l’offerta formativa per i frequentatori del centro, dotando i laboratori di più moderne attrezzature”.

Questo contribuisce, inoltre, a dare opportunità, ad alcuni portatori di handicap, di lavorare in laboratorio, per consentire loro una autonomia dal punto di vista economico ma soprattutto: “Dà speranza. I congolesi hanno dimostrato da sempre coraggio e sollecitudine di fronte alle sofferenze” e nel prossimo giugno, nel Paese, il terzo più grande dell’Africa, si svolgeranno le prime elezioni libere dal 1960, anno in cui il Congo ha raggiunto l’indipendenza. Sono 25 milioni le persone registrate che hanno votato la nuova Costituzione e che sono decise, nonostante le difficoltà, a salvare il loro Paese: vale la pena sostenere le loro aspettative ed Harambee continua a fare la sua parte.

 



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