Harambee Incontro con Susan Kinyua –Roma, 11 maggio 2006.
Susan lavora al Kianda Foundation in Kenya, l’abbiamo incontrata a Roma l’11 maggio 2006.
1) Di cosa ti occupi al Kianda Foundation di preciso?
Di molte cose ma principalmente mi dedico ad un outreach programme destinato alle donne.
2) Quali sono le difficoltà che incontri nel tuo lavoro?
Qualche volta scendere al livello delle donne che formiamo, fare in modo che esse possano apprendere e capire. Magari so che voglio che loro facciano qualcosa nel modo in cui io penso che sia migliore ma a volte, per il loro livello, non riescono. Inoltre, sono difficili gli spostamenti nelle aree rurali dove le donne vivono, ma amo il mio lavoro perché posso vedere i cambiamenti che esso produce nelle donne che aiutiamo; la soddisfazione di vedere le donne crescere, migliorare e le loro vite completamente trasformate mi rende felice.
3) Ma chi sono le ragazze che lavorano al Kianda Foundation?
Al Kianda non ci occupiamo solo delle ragazze, anche delle bambine in età d’asilo o delle nonne. Ci prendiamo cura delle donne, di qualunque età, e tentiamo di migliorare le loro vite da un punto vista fisico, spirituale, mentale.
4) Quali benefici, in particolare, ricevono le donne con cui lavori?
Tentiamo di cambiare le loro vite, di far sì che si riapproprino dei loro valori, dei valori africani: l’onestà, la solidarietà verso chi è meno fortunato. Lavoriamo per dare loro la speranza di un futuro milgiore.
5) In che modo le donne vengono aiutate ad avviare le attività redditizie?
In molti modi differenti. Sembra impossibile, ma la maggior parte di loro non ha le conoscenze di base per compilare le registrazioni, per fare la programmazione: tutto ciò che è ovvio per te e per me non lo è per loro.
6) Le donne in Africa sono state a lungo emarginate nella società africana. Sta cambiando qualcosa?
Stiamo cercando di cambiare questa situazione aiutando le donne ad avere maggiore consapevolezza di loro stesse e del loro valore. Più di 40.000 persone fino ad ora hanno beneficiato dei nostri progetti. Le donne più anziane stanno imparando a scrivere il loro nome, a fare i calcoli più semplici e ciò permette loro di acquisire maggiore sicurezza in se stesse. Se una donna crede in se stessa allora ha la motivazione per migliorare la propria vita e di conseguenza otterrà maggior rispetto da parte degli uomini.
7) Quale è la sfida da vincere per lo sviluppo in Africa?
Penso che la sfida più grande sia la povertà e, a dir la verità, noi africani vogliamo cambiare le nostre vite, siamo determinati e non vogliamo essere sempre dipendenti o mostrare solo gli aspetti negativi dell’Africa. La nostra cultura è ricca ma il problema è che la gente non ha i mezzi per sopravvivere, cose di base come l’acqua, la sanità; la gente deve camminare per ore qualche volta per cercare l’acqua o la legna da ardere. Penso che se le necessità di base sono soddisfatte la gente può farsi carico della propria vita e progettare la propria esistenza. Ti assicuro che gli africani si stanno impegnando per un futuro migliore: dateci dieci o più anni e ti assicuro che la storia sarà molto diversa perché noi siamo determinati ad andare avanti e crescere.
Harambee ha aiutato il Kianda Foundation a portare avanti un progetto a favore delle donne. Per maggiori informazioni, guarda la sezione web “Progetti in Africa”.