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Mercoledì, 23 Mag 2012

Tunisi, il più antico festival di cinema africano

Quasi negli stessi giorni in cui il Festival di Roma lancia la sfida della sua terza edizione, sull’altra sponda del Mediterraneo, a Tunisi, festeggia la sua edizione numero 22 il festival di cinema africano più antico del continente: le Journées Cinématographiques de Carthage (JCC), ideate nel 1966 da Tahar Cheriaa e, da allora, appuntamento cinematografico biennale imperdibile per il cinema africano, e non solo. Certo l’edizione 2008 delle JCC (Tunisi, 25 ottobre-1 novembre) si presenta nel segno della continuità con le proprie radici storiche e culturali, ma anche con un grande slancio di rinnovamento, a cominciare dalla nuova direzione del festival, affidata alla produttrice ed organizzatrice di cultura cinematografica Dora Bouchoucha, e di un comitato organizzativo giovane e in gran parte femminile.

Nell’editoriale di presentazione del festival, la Bouchoucha tiene a ricordare come lo spirito dell’edizione 2008 vuole essere soprattutto la capacità del festival di essere lo specchio del proprio tempo: guardare al continente africano ed al mondo arabo e insieme spingersi oltre questi confini, poter raccontare 1000 e una storia attraverso film provenienti da mille angoli di mondo e riflettere sulle trasformazioni in corso nel paesaggio audiovisivo internazionale. Per un’edizione che intende celebrare «il cinema, la fraternità e la festa» ed è «aperta a tutti i creatori ed a tutti i cinefili».
Quattro sezioni competitive divise tra pellicola e video, la sezione internazionale Cinémas du Monde, un focus sul cinema algerino, una sezione tematica sul cinema “low budget” in Africa e in Irlanda, un panorama sul cinema tunisino, e poi omaggi, proiezioni speciali, tavole rotonde e borse d’aiuto alla sceneggiatura. Numerosi nel cartellone delle JCC 2008 anche gli Omaggi, dedicati alla memoria di alcune personalità importanti del cinema africano, stelle di maggiore o minore grandezza, che hanno comunque illuminato il cinema del continente e che si sono spente recentemente: il maestro del cinema egiziano, Youssef Chahine (il cui Le Chaos, realizzato a quattro mani con Khaled Youssef, sarà il film d’apertura delle JCC ); il senegalese Ousmane Sembene, considerato il padre del cinema africano; il grande regista e produttore tunisino Ahmed Bahaeddine Attia, che ha lanciato figure di punta come Moufida Tlatli, Nouri Bouzid e Ferid Boughedir; e, infine, un altro tunisino, Elyes Zrelli, uno dei migliori assistenti alla regia tunisini, attivo nel proprio paese ma anche internazionalmente.
Ma il futuro del cinema in Africa significa anche dare spazio e sostegno ai giovani autori: come nelle edizioni passate delle JCC, anche quest’anno si svolgerà nel corso del festival un Atelier de Projets, riservato ad una decina di sceneggiature di autori africani e arabi. Ogni autore selezionato sarà chiamato a presentare e difendere il proprio progetto davanti a professionisti del settore.

Per info: www.jccarthage.org/

 



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