Roma, (Apcom) - Entro il 2050 occorrerà raddoppiare la produzione di cibo:lo ha affermato il Presidente dell`Ifad, Lennart Bage, richiamando l`attenzione dei leader mondiali ed evidenziando i passi fondamentali che devono essere compiuti per migliorare la sicurezza alimentare globale e porre fine a povertà e fame.
"Stiamo vivendo la più significativa crisi economica mondiale da decenni - ha spiegato Bage - già prima della crisi quasi una persona su sei viveva in condizioni di fame e povertà. Quel numero però ora sta crescendo. Solo nello scorso anno si sono aggiunti altri 100 milioni di persone. Questo annulla un precedente trend di decrescita".
Intervenendo all`ultimo Consiglio dei Governatori dei suoi otto anni di presidenza, Bage ha avvertito: "Il fatto drammatico è che l`offerta a lungo termine non sta tenendo il passo con la domanda. Si prevede che la domanda di cibo a livello mondiale aumenterà del 50% entro il 2030, e che raddoppierà entro il 2050. Allo stesso tempo, la produzione agricola, che è cresciuta del 4-5% negli anni `70 e nei primi anni `80, è scesa al 1-2% di oggi".
Un aumento della produzione agricola è essenziale, ma le possibilità di estendere le terre agricole sono limitate. Si stima che, senza tagliare foreste, sia rimasto a disposizione un ulteriore 10-15% di terra coltivabile. Quindi, la maggior parte dell`incremento della produzione agricola dovrà venire da una maggiore produttività per ettaro di terra coltivabile già esistente. "Questo richiede una maggiore attenzione politica e investimenti di gran lunga più alti per tutta la catena del valore agricolo", ha aggiunto Bage.
I piccoli agricoltori devono essere coinvolti nella risposta globale per quanto riguarda l`offerta di cibo. Ci sono circa 500 milioni di piccoli agricoltori che rappresentano più di 2 miliardi di persone, un terzo dell`umanità, ha sottolineato Bage: "In Africa e in Asia, i piccoli agricoltori coltivano l`80% della terra coltivabile a disposizione. A livello mondiale le famiglie dei piccoli agricoltori rappresentano la maggior parte dei poveri, che vivono con meno di 1 o 2 dollari al giorno.
Allo stesso tempo, costituiscono una parte importante del potenziale di produzione alimentare a livello globale".Il Consiglio dei governatori dell'Ifad, svoltosi a Roma il 18 e 19 febbraio, ha eletto l'attuale vicepresidente Kanayo Nwanze alla guida dell'agenzia Onu. Il nigeriano Nwanze subentrerà a Bage il prossimo 1 aprile.Presidente Bage: crisi economica sta facendo aumentare la povertà
Roma, (Apcom) - Entro il 2050 occorrerà raddoppiare la produzione di cibo:lo ha affermato il Presidente dell`Ifad, Lennart Bage, richiamando l`attenzione dei leader mondiali ed evidenziando i passi fondamentali che devono essere compiuti per migliorare la sicurezza alimentare globale e porre fine a povertà e fame.
"Stiamo vivendo la più significativa crisi economica mondiale da decenni - ha spiegato Bage - già prima della crisi quasi una persona su sei viveva in condizioni di fame e povertà. Quel numero però ora sta crescendo. Solo nello scorso anno si sono aggiunti altri 100 milioni di persone. Questo annulla un precedente trend di decrescita".
Intervenendo all`ultimo Consiglio dei Governatori dei suoi otto anni di presidenza, Bage ha avvertito: "Il fatto drammatico è che l`offerta a lungo termine non sta tenendo il passo con la domanda. Si prevede che la domanda di cibo a livello mondiale aumenterà del 50% entro il 2030, e che raddoppierà entro il 2050. Allo stesso tempo, la produzione agricola, che è cresciuta del 4-5% negli anni `70 e nei primi anni `80, è scesa al 1-2% di oggi".
Un aumento della produzione agricola è essenziale, ma le possibilità di estendere le terre agricole sono limitate. Si stima che, senza tagliare foreste, sia rimasto a disposizione un ulteriore 10-15% di terra coltivabile. Quindi, la maggior parte dell`incremento della produzione agricola dovrà venire da una maggiore produttività per ettaro di terra coltivabile già esistente. "Questo richiede una maggiore attenzione politica e investimenti di gran lunga più alti per tutta la catena del valore agricolo", ha aggiunto Bage.
I piccoli agricoltori devono essere coinvolti nella risposta globale per quanto riguarda l`offerta di cibo. Ci sono circa 500 milioni di piccoli agricoltori che rappresentano più di 2 miliardi di persone, un terzo dell`umanità, ha sottolineato Bage: "In Africa e in Asia, i piccoli agricoltori coltivano l`80% della terra coltivabile a disposizione. A livello mondiale le famiglie dei piccoli agricoltori rappresentano la maggior parte dei poveri, che vivono con meno di 1 o 2 dollari al giorno.
Allo stesso tempo, costituiscono una parte importante del potenziale di produzione alimentare a livello globale".Il Consiglio dei governatori dell'Ifad, svoltosi a Roma il 18 e 19 febbraio, ha eletto l'attuale vicepresidente Kanayo Nwanze alla guida dell'agenzia Onu. Il nigeriano Nwanze subentrerà a Bage il prossimo 1 aprile.Presidente Bage: crisi economica sta facendo aumentare la povertà
Roma, (Apcom) - Entro il 2050 occorrerà raddoppiare la produzione di cibo:lo ha affermato il Presidente dell`Ifad, Lennart Bage, richiamando l`attenzione dei leader mondiali ed evidenziando i passi fondamentali che devono essere compiuti per migliorare la sicurezza alimentare globale e porre fine a povertà e fame.
"Stiamo vivendo la più significativa crisi economica mondiale da decenni - ha spiegato Bage - già prima della crisi quasi una persona su sei viveva in condizioni di fame e povertà. Quel numero però ora sta crescendo. Solo nello scorso anno si sono aggiunti altri 100 milioni di persone. Questo annulla un precedente trend di decrescita".
Intervenendo all`ultimo Consiglio dei Governatori dei suoi otto anni di presidenza, Bage ha avvertito: "Il fatto drammatico è che l`offerta a lungo termine non sta tenendo il passo con la domanda. Si prevede che la domanda di cibo a livello mondiale aumenterà del 50% entro il 2030, e che raddoppierà entro il 2050. Allo stesso tempo, la produzione agricola, che è cresciuta del 4-5% negli anni `70 e nei primi anni `80, è scesa al 1-2% di oggi".
Un aumento della produzione agricola è essenziale, ma le possibilità di estendere le terre agricole sono limitate. Si stima che, senza tagliare foreste, sia rimasto a disposizione un ulteriore 10-15% di terra coltivabile. Quindi, la maggior parte dell`incremento della produzione agricola dovrà venire da una maggiore produttività per ettaro di terra coltivabile già esistente. "Questo richiede una maggiore attenzione politica e investimenti di gran lunga più alti per tutta la catena del valore agricolo", ha aggiunto Bage.
I piccoli agricoltori devono essere coinvolti nella risposta globale per quanto riguarda l`offerta di cibo. Ci sono circa 500 milioni di piccoli agricoltori che rappresentano più di 2 miliardi di persone, un terzo dell`umanità, ha sottolineato Bage: "In Africa e in Asia, i piccoli agricoltori coltivano l`80% della terra coltivabile a disposizione. A livello mondiale le famiglie dei piccoli agricoltori rappresentano la maggior parte dei poveri, che vivono con meno di 1 o 2 dollari al giorno.
Allo stesso tempo, costituiscono una parte importante del potenziale di produzione alimentare a livello globale".Il Consiglio dei governatori dell'Ifad, svoltosi a Roma il 18 e 19 febbraio, ha eletto l'attuale vicepresidente Kanayo Nwanze alla guida dell'agenzia Onu. Il nigeriano Nwanze subentrerà a Bage il prossimo 1 aprile.