Kinshasa, Settembre 2009. Appunti di viaggio.
Scritto da Renaud Louis de Clermont Tonnerre
Kinshasa, Settembre 2009. Appunti di viaggio.
di Renaud Louis de Clermont Tonnerre
20 settembre 2009
A Kinshasa posso ricevere e inviare email con il mio blackberry; non si ferma il progresso.
Ritornerò in Francia domenica 27 dopo una settimana di visite intense alle scuole e agli ospedali con i quali Harambee collabora. Sono affascinata dalla vitalità e dalla ricchezza d’espressione in francese della gente. Oggi abbiamo visitato Kinshasa che, con almeno 10 milioni di abitanti, è la seconda città di lingua francese. E’ una città senza interesse eccetto per il lungo fiume nel quartiere delle residenze degli ambasciatori.
Dalla riva si ammira una vista su Brazzaville. Si ha l’impressione che le due capitali siano gemelle, come Buda e Pest, in quanto il fiume non è molto largo in questo punto: si vedono chiaramente le finestre delle case di fronte.
22 settembre 2009
Ieri abbiamo visitato l’Ospedale Monkole con il dott. Tshilolo, poi riunione con
Yannick Vincendeau e Louis Imwa, responsabili dell’amministrazione. Abbiamo ricevuto informazioni sul progetto di ingrandimento di Monkole che potrà ospitare 150 letti, contro i 45 di oggi. Il nuovo edificio è in costruzione e sarà terminato entro il 2010 ma mancano ancora 10 milioni di euro. Abbiamo visitato il cantiere, ci sarà bisogno dell’aiuto del Nord per far sì che Monkole abbia una fabbrica di ossigeno medicalizzato, in quanto in Congo non esiste.
Oggi si usa l’ossigeno industriale –che non è l’ideale- prodotto nelle fabbriche prima dell'indipendenza.
Ieri pomeriggio abbiamo visitato Monkole 3 che offre cure e sostegno ai pazienti affetti da AIDS. Abbiamo potuto parlare con i pazienti: sono straordinari per il morale e la ricchezza umana e dire che ciò si deve all’équipe medica di Monkole.
Più tardi abbiamo visitato ISSY, la scuola per infermiere adiacente a Monkole che offre corsi della durata di 3 anni e ogni anno sforna una trentina di laureati. Naturalmente dall’altro lato della strada c’è una residenza nuova che ospita trenta studenti. Questa mattina abbiamo visitato la scuola nuova gestita da Isabelle Barbarin. Si chiama “Liciba » -la Fonte- ed è stata inaugurata 15 giorni fa con una classe di prima superiore per 20 studenti.
Abbiamo poi intervistato il dottor Tshilolo che ci ha spiegato le caratteristiche della drepanocitosi. Questo pomeriggio, visita a Monkole 2 che ospita la clinica e un blocco operatorio e che fa miracoli, malgrado tutto.
24 settembre 2009
Ecco il resoconto delle nostre visite di ieri.
Abbiamo visitato 2 « antenne rurali » di Monkole situate alla periferia di Kinshasa.
La prima, Moluka, è costituita di un dispensario per curare i malati e praticare le vaccinazioni. Per i casi più gravi c’è l’ambulanza per il trasporto in ospedale. Ogni antenna dispone di un piccolo laboratorio per le analisi più semplici e una farmacia. C’è sempre un medico. L’antenna di Moluka è il centro di riferimento di una zona che conta 14.000 abitanti e lavora in collaborazione con gli altri centri di cura, ricevendo da questi i pazienti che non possono essere curati dai primi. A Moluka c’è anche un’antenna sociale che forma delle giovani donne di trent’anni. Leggere, scrivere in francese, oppure mestieri come la sartoria o l'hôtellerie, oltre che le regole basilari d’igiene. Queste lezioni si svolgono di mattina, mentre il pomeriggio si formano le madri secondo un programma equivalente di 3 anni. Lo scopo è di insegnare loro un mestiere per il sostentamento delle loro famiglie. Abbiamo avuto modo di parlare con una ventina di madri e ciò che affascina è costatare come delle donne che parlavano solo l’inguala in tre anni parlano correntemente il francese e sono capaci di leggerlo e scriverlo.
Dopo siamo andati a Eliba, la seconda antenna. Per arrivarci ci si impiega un quarto d’ora di fuoripista. Si attraversa una valle coltivata, un torrente su un tronco d’albero e si sale su per la collina opposta. Durante il percorso sono sbalordita dalla qualità del lavoro degli agricoltori; ammiriamo dei lotti di terra preparati con cura per ricevere il seme del nuovo raccolto. Come ho poi appreso, è il CEPROSEM che li ha formati. Infine arriviamo a Eliba. Qui c’è solo un’antenna medica. Ma manca l’acqua : durante la stagione secca la riserva d’acqua piovana che serve per le pulizie è a secco e l’acqua potabile è trasportata in recipienti portati sulla testa dalle persone. Manca l’elettricità. C’è solo un generatore solare per alimentare i frigoriferi dove si conservano i vaccini. Eliba, che è anche un medico, è il centro di riferimento per una zona di 20.000 abitanti. Quando c’è una urgenza, bisogna trasportarla fin sopra la strada dove resta ad attendere una ambulanza di Monkole. E’ ciò che è successo con una donna che aveva una emorragia interna, qualche giorno fa: è stata trasportata a Monkole in tempo ed ora è sana e salva.
25 settembre 2009
Ieri abbiamo cominciato la giornata con una visita al CEPROSEM, il centro di produzioni di sementi. Questo centro, aperto nel 2005, è l’unico a produrre sementi certificate, la cui commercializzazione permette alla gente di migliorare la propria qualità di vita e la riuscita dei propri raccolti oltre che ad acquisire una sicurezza alimentare. CEPROSEM è un progetto sviluppato in collaborazione con l’ICU –una ONG italiana- che assicura anche la formazione degli agricoltori. Permette loro, grazie ad un programma di micro-credito, di procurarsi gli strumenti e le sementi necessarie. Il credito viene poi rimborsato dopo il raccolto. Un altro progetto organizza la vendita dei prodotti, facilitando l’accesso al mercato.
Più tardi siamo andati a Kimbodo, la terza antenna medico-sociale di Monkole situata accanto al CEPROSEM. Lì, di mattina si svolgono corsi tecnici in materie alberghiere per 170 alunni che seguono un percorso di 3 anni. Gli alunni svolgono poi periodi di stage negli hotel o in altre strutture. Di pomeriggio si svolgono invece percorsi di formazione per adulti, come a Moluka.
Di pomeriggio abbiamo visitato la scuola dei ragazzi di Obindo. Accoglie 13 alunni per il momento. Le scuole rappresentano una priorità per la regione.

Il direttore è il dottor Tobengi che, nel corso di una cena in sua compagnia, ci ha raccontato della malaria , endemica da queste parti, devastante per i bambini al di sotto dei 5 anni che con lo svezzamento perdono l'immunità ricevuta dalle loro madri. Monkole e le sue antenne sono impegnati in campagne di formazione per le madri per la gestione di semplici misure di precauzione come la lotta alle acque stagnanti e la distribuzione di pesticidi forniti gratuitamente da Monkole. Secondo alcune statistiche, la malaria porterebbe via al Paese circa un milione di bambini all’anno. Povera Africa con la malaria che uccide i bambini e l’AIDS i genitori. Lasciando migliaia di bambini orfani! Per fortuna la solidarietà africana è straordinaria, ma potrà bastare?
Questa mattina, dopo qualche compra al mercato, abbiamo visitato due centri ospedalieri, uno privato e l’altro pubblico: quanta miseria!Anche se il personale è molto devoto. Ecco, il nostro soggiorno termina qui, i “mudele” (“bianco” in Ingala) ritornano a casa domani.