Roma, 2 febbraio 2011.Si è svolto il 31 gennaio scorso, a Roma,
un incontro dal titolo:" Giovani imprenditori africani: aldilà degli aiuti", nell’ambito del ciclo di forum promosso da Harambee per parlare di Africa. Relatore del convegno è stato: Okendo Lewis Gayle, fondatore e presidente di "Harambe Entrepreneur Alliance”, una rete creata nel 2007 che incoraggia giovani laureati brillantemente, di origine africana, a realizzare progetti imprenditoriali nel continente africano.
“I numeri raccontano una storia positiva –spiega Gayle-, con investimenti che, in Africa, nel 2010 sono arrivati a quota 72 miliardi di dollari, un pil pro capite in aumento, un livello generale di sviluppo delle infrastrutture decisamente migliorato; il problema è che metà della popolazione africana vive ancora al di sotto della soglia di povertà. La crescita economica deve dunque essere una opportunità per tutti.”
E’ per questo che Gayle, assieme ad alcuni colleghi universitari, nel 2007 ha gettato le basi di una rete che oggi, in pochi anni, mette assieme le eccellenze: laureati delle migliori università del mondo, accomunati dal desiderio di trovare soluzioni concrete a problemi complicati, di essere imprenditori, non solo d’affari ma anche sociali, politici, al servizio dell’Africa. “Ogni anno 160.000 africani si iscrivono ad università straniere, in Europa o negli Stati Uniti. Se vogliamo che il Continente cresca dobbiamo far uso della risorsa più importante: il capitale intellettuale africano” e prosegue: “Non basta che i nostri giovani facciano rientro in patria. C’è bisogno di tradurre il proprio talento e la propria professionalità in iniziative imprenditoriali concrete. In Africa il problema principale non è la mancanza di volontà, ma di opportunità, bisogna creare un minimo di opportunità perché da queste poi si attivano energie e risorse”.
Harambe Entrepreneur Alliance, dal 2007, organizza un symposium annuale, a Bretton Woods, dove gli studenti si incontrano e sottopongono i propri progetti tra i quali poi vengono selezionate 40 iniziative e supportate per l’implementazione. “Noi aiutiamo a sviluppare l’idea, garantiamo un supporto iniziale, poi ciascuno deve trovare le risorse nel proprio paese. Il punto fondamentale è infatti usare efficacemente le risorse che già sono presenti in Africa, per non rischiare di ricadere nella solita dipendenza economica dall’estero”. Dalla sua costituzione, questa rete globale ha realizzato progetti sociali, ma anche vere e proprie iniziative imprenditoriali coinvolgendo diversi paesi come ad esempio il Camerun, la Nigeria, l’Etiopia, il Burkina Faso. Ad oggi appartengono alla rete studenti di 27 paesi africani.“Noi giovani vogliamo contribuire a scrivere una storia diversa dell’Africa, una storia positiva e, per questo, non abbiamo bisogno di aiuti ma di gente intraprendente, disposta a credere in noi e a stringere partnership per lo sviluppo di azioni concrete”.
Harambe Entrepreneur Alliance, dal 2007, organizza un symposium annuale, a Bretton Woods, dove gli studenti si incontrano e sottopongono i propri progetti tra i quali poi vengono selezionate 40 iniziative e supportate per l’implementazione. “Noi aiutiamo a sviluppare l’idea, garantiamo un supporto iniziale, poi ciascuno deve trovare le risorse nel proprio paese. Il punto fondamentale è infatti usare efficacemente le risorse che già sono presenti in Africa, per non rischiare di ricadere nella solita dipendenza economica dall’estero”. Dalla sua costituzione, questa rete globale ha realizzato progetti sociali, ma anche vere e proprie iniziative imprenditoriali coinvolgendo diversi paesi come ad esempio il Camerun, la Nigeria, l’Etiopia, il Burkina Faso. Ad oggi appartengono alla rete studenti di 27 paesi africani.“Noi giovani vogliamo contribuire a scrivere una storia diversa dell’Africa, una storia positiva e, per questo, non abbiamo bisogno di aiuti ma di gente intraprendente, disposta a credere in noi e a stringere partnership per lo sviluppo di azioni concrete”.
E l’obiettivo di Harambee Africa International è proprio di dar voce e visibilità a quest’Africa fatta di gente concreta, preparata, in grado di riattivare la fiducia di quanti nei propri paesi sono molto spesso offuscati dalla drammaticità del proprio quotidiano.